CONTESTO E TEMA
Dal 29 novembre al 4 dicembre 2025, la suggestiva Chiesa di San Girolamo delle Monache in via Mezzocannone 105, nel centro storico di Napoli, si rende palcoscenico della mostra fotografica collettiva “Tracce”, promossa dal Circolo Fotografico Photoclub Partenope e con il riconoscimento della FIAF.
Il titolo non è un semplice espediente poetico. “Tracce” richiama l’idea che ogni fotografia sia il resto di qualcosa: un gesto, un incontro, una luce che non tornerà più esattamente uguale.
La mostra invita a guardare non tanto ciò che accade davanti all’obiettivo, ma ciò che rimane dopo, ciò che si deposita come segno, impronta, assenza trasformata in memoria visiva.
GLI AUTORI E I LINGUAGGI
In esposizione ci sono i lavori di ben ventidue autori, ciascuno con il proprio modo di intendere la fotografia e il concetto di traccia: Salvatore Amelia, Davide Arcudi, Gaetano Astarita, Rosario Autiero, Lia Balsamo, Sebastiano Borrelli, Cippi, Pino Corsello, Vincenzo Cuccurullo, Antonio Di Luca e Luigi Ferraro, fino a Italia Franchi, Salvatore Pagano, Stefano Paolacci, Anton J. Pisani, Anika Porziungolo, Giovanni Rodà, Eduardo Russo, Sergio Sacco, Rosario Schettino, Gianluigi Sperindeo e Lucio Volpe.
Non si tratta di una sequenza di “singoli pezzi” messi uno accanto all’altro, ma di un percorso in cui ogni autore cerca e costruisce la propria idea di traccia: può essere un dettaglio di una stanza abbandonata, il segno del passaggio umano in uno spazio urbano, un oggetto apparentemente ordinario che, guardato con attenzione, rivela una storia.
Il visitatore è accompagnato dentro una pluralità di linguaggi che condividono però la stessa domanda di fondo: che cosa rimane davvero, quando tutto il resto è già passato?
TRACCE OVUNQUE, NAPOLI COME PALCOSCENICO
Il tema non è legato a un luogo specifico. Le tracce fotografate provengono da situazioni diverse, non solo napoletane, perché i segni lasciati dal tempo e dalle persone sono ovunque: sulle strade di una grande città, nei piccoli paesi, negli interni domestici, nei luoghi di passaggio. La mostra non vuole costruire un “ritratto di Napoli”, ma parlare di un’esperienza universale, quella di scoprire che ogni spazio porta le sue cicatrici e le sue memorie.
Napoli, in questo quadro, diventa il palcoscenico ideale dove far incontrare queste tracce. Il centro storico, con la sua stratificazione visibile, aiuta a mettersi nell’atteggiamento giusto: chi entra nella chiesa, attraversa prima una città che vive di segni sovrapposti, poi trova davanti a se le tracce fissate nelle stampe.
La mostra crea così un legame naturale tra ciò che si vede sulle pareti e ciò che continua ad accadere appena fuori, ricordando che le immagini esposte sono solo una parte, selezionata e consapevole, di un flusso di tracce che non si interrompe mai.
SPAZIO, PUBBLICO, OCCASIONE DI INCONTRO
La sede di San Girolamo delle Monache, già teatro della collettiva dello scorso anno, si conferma uno spazio capace di mettere in dialogo fotografi, cittadini e visitatori di passaggio. La precedente edizione ha registrato una buona affluenza, con una partecipazione vivace anche da parte di turisti incuriositi dalla mostra durante il loro percorso nel centro storico.
Anche quest’anno l’ingresso è libero, con informazioni e testi in italiano e in inglese per rendere il percorso comprensibile a un pubblico il più possibile ampio.
Non c’è un “pubblico di addetti ai lavori” da un lato e i curiosi dall’altro: chiunque entri è invitato a sostare davanti alle immagini, riconoscere qualcosa di sé, confrontarsi con la sensibilità degli autori.
UN LAVORO DI GRUPPO
“Tracce” nasce da un lavoro collettivo del Photoclub Partenope che ha proposto agli iscritti un tema preciso e li ha accompagnati nella costruzione dei progetti personali.
Il ruolo del circolo, in questo caso, è soprattutto quello di facilitare l’incontro: tra i fotografi che hanno avuto modo di confrontarsi sul proprio lavoro, e tra le immagini e il pubblico, grazie all’organizzazione della mostra in uno spazio aperto alla città.
Non si tratta di rivendicare meriti particolari, ma di continuare un percorso fatto di esercizio, discussione e condivisione, in cui la mostra è una tappa visibile di un lavoro che prosegue tutto l’anno nelle attività del gruppo.
PERCHÉ VENIRE A VEDERE “TRACCE”
Chi sceglierà di visitare “Tracce” non troverà solo una serie di fotografie ben stampate, ma un’occasione per interrogarsi su come la realtà lascia segni dentro e fuori di noi.
Alcune immagini chiederanno tempo, altre colpiranno subito, altre ancora sembreranno quasi silenziose e poi torneranno in mente più tardi, quando si sarà già usciti dalla chiesa.
Il vernissage è previsto per sabato 29 novembre 2025 alle ore 18.00. È il momento migliore per incontrare molti degli autori, ascoltare direttamente dalle loro parole come sono nate le immagini e vivere l’atmosfera della mostra mentre il centro storico si anima tra luci, voci e passi.
Ma in qualsiasi giorno, dal 29 novembre al 4 dicembre, l’ingresso sarà libero e chiunque potrà entrare anche solo per una breve sosta durante una passeggiata.
L’invito, quindi, è semplice e diretto: passare a vedere “Tracce”, prendersi il tempo di guardare le fotografie senza fretta e chiedersi quali segni, tra quelli esposti, assomigliano di più alle proprie storie.
Le immagini resteranno in chiesa per pochi giorni, le tracce che sapranno lasciare nello sguardo, si spera, un po’ più a lungo.
A.P.
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