Intervista a “ABIO Napoli”

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Una sfida per ogni fotografo è quella di raccontare qualcosa di significativo del mondo in cui vive ed in qualche modo di offrire un contributo alla conoscenza di realtà che ritiene importanti da portare all’attenzione degli altri.
Questo è qualcosa che, anche come associazione, abbiamo provato e che cercheremo di portare avanti.
E’ stato naturale “pescare” all’interno dei nostri associati un’occasione per iniziare questo discorso e abbiamo approfittato della fortuna di avere tra di noi un socio fondatore, Marino De Falco, che milita da anni in un’associazione che si può definire emblematica nel panorama del volontariato.
Si tratta di ABIO Napoli, associazione che, attraverso attività ludiche e ricreative, opera nell’assistenza e supporto ai bambini ospedalizzati. ABIO Napoli è una diramazione dell’associazione ABIO nazionale.
Il progetto che ci siamo proposti è quello di illustrare fotograficamente l’attività dei tanti volontari che svolgono l’encomiabile compito di aiutare i bambini costretti al ricovero e alleviarne il trauma psicologico.
Per realizzare questo progetto Marino ci ha introdotti presso la Presidentessa Rosa Fiacco che ci ha “accolti” con entusiasmo ed ha dato la sua disponibilità ad aiutarci e supportarci in questa iniziativa.
Il caso ha voluto che nei giorni scorsi ABIO Napoli abbia celebrato il 15° anniversario della sua fondazione e siamo stati ben felici dell’invito di Rosa alla cerimonia di festeggiamento dove abbiamo pensato fosse carino da parte del fotoclub fare qualche ripresa e creare un album virtuale da regalare all’associazione.

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Abbiamo quindi incontrato Rosa per una piccola intervista con la quale potesse aiutarci a capire la realtà di ABIO Napoli e del suo impegno, ecco le sue parole:


Come nascono associazioni quali ABIO ed ABIO Napoli?

ABIO nasce nel 1978 a Milano e promuove la Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale, e di conseguenza il Manuale per la certificazione della Carta dei Diritti per definire i livelli di qualità che i reparti di Pediatria devono rispettare.
Abio Napoli nasce nel 2000, grazie a Nicola Giuliano, attuale Presidente Onorario, che dopo una visita in un reparto pediatrico con un clown e dei sorrisi strappati nonostante la sofferenza, con un gruppo di persone fonda quella che poi diventerà una grande famiglia. Il primo ospedale in cui opera Abio Napoli è l’Annunziata….e dopo quindici anni siamo in 11 ospedali, 25 reparti e 30 ludoteche.
La nostra mission è “giocare aiuta a guarire”.

Quanti siete attualmente?

Attualmente siamo 427, numero destinato ad aumentare, infatti il 14 marzo inizia il nostro 29° Corso di Formazione.

Quanti sono i giovani?

Il 70% copre una fascia di età che va dai 20 ai 30 anni, tutti offrono il loro servizio a titolo gratuito.

Vi sentite tanti o pochi?

Se teniamo conto che riusciamo a fare 40.000 ore di volontariato l’anno, credo siamo tanti, comunque il nostro obiettivo è continuare a crescere.

Benché il fulcro del vostro impegno sia incentrato sui bambini la vostra controparte istituzionale sono le strutture ospedaliere, com’è  il vostro rapporto con loro?

Abbiamo un ottimo rapporto con il personale medico e paramedico dei reparti in cui operiamo, c’è una continua richiesta di estensione dei turni che riusciamo a sopperire con l’ingresso di nuovi volontari.
Il fulcro principale sono i bambini che intratteniamo con attività ludiche, ma con grande impegno stiamo colorando e arredando le ludoteche dove operiamo e spesso partecipiamo all’acquisto di apparecchiature paramediche.

L’altra controparte è costituita dai genitori, in che modo vi vedono ed interagiscono con voi?

I genitori sono a dir poco meravigliati dei risultati ottenuti con la nostra presenza, soprattutto nei reparti a lunga degenza dove spesso nasce un vero legame, i bambini ci vedono parte integrante delle strutture ospedaliere. Ove è possibile offriamo un contributo anche ai genitori, ascoltando e supportando le loro preoccupazioni.

C’è qualche bambino che poi, cresciuto, ha fatto il salto passando nelle vostre fila?

Spesso coinvolgiamo i bambini conosciuti negli anni alle nostre iniziative, ma sono anche i familiari a diventare volontari.

E quando invece non c’è un lieto fine?

Oltre alle pediatrie siamo presenti in reparti che si occupano di patologie molto gravi, purtroppo assistiamo ed accompagniamo i piccoli degenti fino alla fine. Ovviamente qui c’è un contributo ed un prezzo molto alto da pagare, i volontari presenti in questi reparti ricevono un supporto psicologico, ma sono i bambini stessi e l’amore che riceviamo a darci lo stimolo giusto per continuare.

Parliamo un attimo di Rosa Fiacco e del suo ruolo, come sei entrata in ABIO Napoli, come ne sei diventata Presidente, che responsabilità comporta questo ruolo e come si concilia con la vita privata?

  • Rosa Fiacco
  • Personalmente sono entrata in Abio nel 2010, sono diventata Presidente ad ottobre 2014 dopo una breve esperienza nel settore Coordinamento Volontari, questo ruolo mi comporta un notevole impegno e cerco con sacrificio di far conciliare il tutto con la mia vita privata.
    Per fortuna sono circondata da persone che si occupano dei vari settori che lavorano e si impegnano con grande responsabilità.
    Ribadisco comunque che ho l’onore di rappresentare un esercito di persone dal cuore grandissimo.

Date tanto ma quanto può dare quest’esperienza ad un volontario?

Se consideriamo che ogni volontario regala sistematicamente una fetta del proprio tempo per la nostra missione, il valore di quello che facciamo è altissimo, ma riceviamo in egual misura un arricchimento morale che si ha anche difficoltà a spiegare.


Il progetto di Photoclub Partenope con ABIO Napoli prende quindi vita. Noi speriamo soltanto di riuscire ad illustrare questa realtà in modo degno del valore insito nella missione che ABIO persegue nel nostro contesto sociale.

Si può contattare ABIO Napoli su:

E-Mail: segreteria@abionapoli.org

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